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View of New York, September 2010. Courtesy of Francois Reumont

Livia Manera Sambuy was born in Italy. While studying Modern Literature at the University of Milan, she started working as a cultural reporter for various Italian publications, among which the national dailies La Repubblica and La Stampa. In 1986 she translated Raymond Carver's What we talk about when we talk about love for the publisher Garzanti. From 1981 to 1990 she has been a contributing editor to La Stampa's literary supplement Tuttolibri, specializing in English and American contemporary literature. In 1990 and 1991 she was head of Publicity Office of the publishing house Einaudi. From 1992 to 1997 she worked again for La Stampa's Tuttolibri, then was special correspondent of the weekly newsmagazine Liberal (1998-99), and started a ten year scounting job for the foreign fiction department of the Italian publisher Rizzoli. Since 1999 she is a contributing editor of the literary pages of Italy's leading national newspaper Corriere della Sera. Some of her profiles of writers such as Kurt Vonnegut, David Foster Wallace or Philip Roth, originally written for Corriere della Sera, have appeared also on foreign publications. She is on the Board of Advisors of the Santa Maddalena Foundation in Donnini (Florence). She's been member of the jury of the Von Rezzori International Literary Prize from 2005 to 2010. In 2010 she realized a documentary on Philip Roth, Philip Roth sans complexe, for the French-German cultural channel ARTE and the Italian RAI. In 2012 she wrote and co-directed Philip Roth: Unmasked, a new documentary film for the PBS series "American Masters". In 2015 she published a book of very personal encounters with some North American writers, entitled You’ll never write to me again (Feltrinelli, Milan, April 2015). She is now working on another book of “narrative non fiction”. Since 2008 she is based in Paris but travels extensively to the U.S., Italy and the U.K.


Livia Manera Sambuy è nata a Roma e cresciuta a Milano. Mentre studiava Lettere Moderne all'Università di Milano, ha cominciato a lavorare come giornalista culturale per varie testate, tra cui La Repubblica e La Stampa. Nel 1987 ha tradotto per Garzanti Di che cosa parliamo quando parliamo d'amore di Raymond Carver. Dal 1981 al 1990 ha collaborato al supplemento letterario della Stampa, Tuttolibri, occupandosi di letteratura americana e inglese. Nel 1990 e 1991 ha diretto l'Ufficio Stampa e Relazioni Esterne della Giulio Einaudi Editore. Dal 1992 al 1997 ha scritto di libri e scrittori americani e inglesi per Tuttolibri, é poi stata inviato speciale del settimanale Liberal (1998-99), e per dieci anni si è occupata di scouting per Rizzoli nel campo della narrativa straniera. Dal 1999 è una collaboratrice fissa delle pagine culturali del Corriere della Sera. Alcune delle sue interviste-ritratto con scrittori quali Kurt Vonnegut, David Foster Wallace e Philip Roth sono state pubblicate anche da quotidiani stranieri. E' nel Board of Advisors della Santa Maddalena Foundation a Donnini (Firenze). Dal 2005 al 2010 è stata membro della giuria del Premio Internazionale Von Rezzori. Nel 2010 ha realizzato il documentario Philip Roth sans complexe, che ha ideato e scritto per il network culturale franco-tedesco ARTE e per la Rai. Nel 2013 ha realizzato un secondo documentario per la serie "American Masters" del network Americano PBS, intitolato Philip Roth: Unmasked. Nel 2015 pubblica da Feltrinelli il libro Non scrivere di me, sul suo rapporto personale con alcuni scrittori nord americani e le loro opere. Sta lavorando a un nuovo libro di “narrative non fiction”. Dal 2008 risiede a Parigi ma è spesso negli Stati Uniti, in Italia e in Gran Bretagna.